La storia di Charles Sobhraj, detto “Il Serpente” e “Bikini Killer”, legato agli omicidi di viaggiatori occidentali in Asia negli anni Settanta e scarcerato in Nepal nel 2022.
Charles Sobhraj è uno dei nomi più noti della cronaca criminale internazionale. Francese, attivo soprattutto negli anni Settanta, è stato soprannominato “Il Serpente” per la capacità di muoversi tra identità false, Paesi diversi e fughe clamorose. Un altro soprannome, “Bikini Killer”, nacque dai casi legati ad alcune vittime occidentali trovate morte in Asia.
La sua storia attraversa Thailandia, India, Nepal e altri Paesi della cosiddetta rotta hippie, il percorso seguito da molti giovani viaggiatori occidentali negli anni Settanta. Secondo le autorità e le ricostruzioni investigative, Sobhraj avvicinava turisti e backpacker, li drogava, li derubava e in diversi casi usava i loro documenti per continuare a spostarsi.
Il dato giudiziario più solido riguarda il Nepal: Sobhraj fu condannato per gli omicidi di Connie Jo Bronzich, turista statunitense, e Laurent Carrière, turista canadese, uccisi nel 1975. Dopo quasi vent’anni nel carcere di Kathmandu, nel dicembre 2022 venne scarcerato per età e condizioni di salute e rimpatriato in Francia.

Charles Sobhraj: le vittime sulla rotta hippie
Negli anni Settanta, Sobhraj si mosse lungo un’area frequentata da giovani occidentali in viaggio tra Asia meridionale e Sud-est asiatico. Il suo profilo criminale si costruì proprio in quel contesto: uomini e donne lontani da casa, spesso con pochi contatti immediati con le famiglie e con spostamenti continui da un Paese all’altro.
Le ricostruzioni investigative gli attribuiscono un metodo ricorrente: avvicinare le vittime, conquistare fiducia, somministrare sostanze, derubarle e appropriarsi di denaro o passaporti. I numeri più alti circolati negli anni restano fuori da una piena definizione processuale, ma le fonti internazionali indicano che Sobhraj fu collegato dalla polizia a più di venti omicidi in Asia.
La notorietà del caso esplose anche perché Sobhraj non corrispondeva allo stereotipo del criminale nascosto nell’ombra. Appariva curato, parlava più lingue, si presentava come uomo d’affari o intermediario, e riusciva a cambiare Paese sfruttando documenti e coperture. Proprio questa capacità di sparire e ricomparire contribuì alla nascita del soprannome “Il Serpente”.
Nel settembre 2003, dopo anni trascorsi fuori dal circuito giudiziario asiatico, Sobhraj venne arrestato a Kathmandu. Il suo ritorno in Nepal riaprì il fascicolo sui due omicidi del 1975. Da lì iniziò la fase giudiziaria che lo avrebbe riportato in carcere per quasi vent’anni.
Le evasioni, il carcere in Nepal e il ritorno in Francia
La fama criminale di Sobhraj fu alimentata anche dalle sue fughe. Nel 1976 venne arrestato in India dopo un episodio legato al tentativo di drogare un gruppo di turisti francesi a New Delhi. Finì nel carcere di Tihar, uno dei più noti dell’India, e da lì nel 1986 riuscì a evadere insieme ad altri detenuti dopo che alcune guardie furono drogate durante una festa organizzata all’interno del penitenziario.
Quell’evasione provocò uno scandalo nazionale in India. La polizia avviò una grande caccia all’uomo, alcuni agenti penitenziari vennero arrestati e il caso mostrò le falle del sistema di sicurezza di Tihar. Sobhraj venne poi ricatturato e rimase in carcere in India fino agli anni Novanta, prima di tornare in Francia.
Il ritorno decisivo sulla scena giudiziaria arrivò nel 2003, quando venne riconosciuto e arrestato in Nepal. Nel 2004 fu condannato all’ergastolo per l’omicidio di Connie Jo Bronzich. Anni dopo arrivò anche la condanna per Laurent Carrière. Sobhraj ha sempre contestato le accuse in Nepal, ma le condanne rimasero il nucleo giudiziario della sua detenzione a Kathmandu.
Il 23 dicembre 2022, la scarcerazione chiuse formalmente quella lunga fase. Sobhraj uscì dal carcere, venne portato all’immigrazione e lasciò il Nepal su un volo diretto verso la Francia. Le autorità nepalesi gli vietarono il rientro nel Paese per 10 anni.